Veneto 2050, piano di sostenibilità a lungo termine

Obiettivo: riqualificazione urbana e rinaturalizzazione del territorio

La Legge Regionale LR14/2019, chiamata anche “Veneto 2050” predispone un piano a lungo termine per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio, favorendo la riqualificazione e la ristrutturazione di manufatti esistenti rispetto al consumo di suolo nuovo. Premia la conversione di strutture non più funzionanti o incongrue a zone di verde pubblico e naturali.

La Legge “Veneto 2050” mette a regime con alcune correzioni e rivisitazioni i precedenti Piani Casa coniugandoli con la legge regionale per il contenimento del consumo di suolo. In questo caso, la messa a regime non ha vincoli di scadenza temporale e può quindi fare affidamento su un orizzonte temporale molto più ampio.

Veneto 2050: una normativa che diventa stabile

Dopo la crisi economica del 2008, il Veneto approva con Legge Regionale il primo Piano Casa nel 2009 (LR 14/2009) promuovendo le realizzazioni di ampliamento edilizio, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e gli interventi di miglioramento della qualità abitativa.

Questa legge con alcune revisioni venne poi rinnovata nel 2011 (LR 13/2011) con una secondo Piano Casa e ancora nel 2013 (LR 32/2013) con un terzo Piano Casa. Fino ad arrivare al 2019, dove con il rinnovo di un quarto Piano Casa, si è deciso di eliminare la temporaneità delle norme e dare continuità ai processi precedentemente iniziati. Il quarto Piano Casa è ciò che oggi viene identificato con “Veneto 2050”. Oltre ai precedenti piani casa, questa legge rimane coerente e continua nella attuazione della legge regionale per il contenimento del consumo di suolo (LR 14/2017), la quale, nata nel 2017, promuoveva opere di rigenerazione del patrimonio immobiliare, riordino urbano e sostenibilità ambientale.

Primo

Piano Casa

LR 14/2009

Secondo

Piano Casa

LR 13/2011

Terzo

Piano Casa

LR 32/2013

Contenimento

del Suolo

LR 14/2017

Quarto

Piano Casa

LR 14/2019

Veneto 2050: i crediti edilizi e le permialità volumetriche

I crediti edilizi

Il tema centrale è la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio, il mezzo messo a disposizione per raggiungere tale scopo è quello dei crediti edilizi. In sintesi, chi decide di demolire un manufatto che risulta incongruo o obsoleto per il Comune di appartenenza, riceve a cambio una somma di crediti edilizi spendibili per ricostruire la volumetria demolita in zone urbane consolidate.

La demolizione del manufatto dovrà essere totale al fine di permettere la completa rinaturalizzazione del territorio. Quest’ultimo dovrà, ad esempio, tornare permeabile alle acque meteoriche con i conseguenti effetti benefici per la zona circostante.

I crediti edilizi non saranno obbligatoriamente utilizzati da chi ha effettuato la demolizione ma potranno anche essere ceduti a una persona terza che ha eventualmente interesse nell’utilizzarli. I crediti infatti verrebbero iscritti dal Comune in un apposito registro dei crediti edilizi (RECRED) e resi disponibili sul mercato per essere acquisiti da chi ha interesse nel ricostruire.

Il riordino urbano viene conseguito con lo spostamento volumetrico di edifici da zone rurali o a vocazione agricola verso zone di maggiore urbanizzazione e con un’infrastruttura consolidata. Il vantaggio, per chi decide di demolire un vecchio manufatto, è la possibilità di ricostruire la volumetria in contesti urbani di maggior valore immobiliare. Sono i Comuni, attraverso appositi strumenti urbanistici, ad indicare le aree dove sono presenti manufatti incongrui e a definire le zone urbane consolidate dove diventano spendibili i crediti edilizi acquisiti.

Le premialità volumetriche

L’altro punto fondamentale della legge regionale Veneto 2050 è la definizione di premialità volumetriche con incentivi per favorire l’ampliamento di edifici già costruiti. In particolare, viene data la possibilità di ampliamento volumetrico del proprio immobile fino ad arrivare al 40% in più rispetto all’originale. Inoltre, viene introdotta la possibilità di utilizzare lo strumento dei crediti edilizi per incrementare le percentuali di aumento volumetrico del proprio edificio fino ad un 60% in più rispetto all’edificio di partenza.

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